Friday, 31 August 2012

Si soffocava per la luce ardente,
ma gli sguardi suoi erano come raggi...
Sussultai appena,
ché ammansirmi poteva.
S'inchinò: <<Dirà qualcosa>> pensai.
Dal volto il sangue si ritirò.
Come pietra tombale posi 
sulla mia vita l'amore. 

Tuesday, 31 July 2012

La salute non analizza se stessa e neppure si guarda nello specchio. Solo noi malati sappiamo qualche cosa di noi stessi.
Italo Svevo, La coscienza di Zeno, 1923

Così come, secondo Proust, i tre quarti delle malattie delle persone intelligenti provengono dalla loro intelligenza.

Chiaramente io mi annovero sia tra le persone malate sia, presuntuosamente, tra quelle intelligenti, anche se , seguendo la citazione, sarebbe una deduzione più logica che immodesta. 


Monday, 23 July 2012

July rain

[Rember in September in the rain]
E ricomincio così, a Luglio, in estate mentre piove, scrivendo di mesi che non ci sono e che certamente arriveranno, ma poco davvero poco importa.
- Nota per me - Andrebbe discusso il concetto di certamente, in chiave fatalista.
Ripensavo a dei versi di Guccini, sulla scia del"sono sempre la stessa", nulla è cambiato eppure molte cose potrebbero dirsi accadute, ma rimango un po' interdetta nel rivedermi adesso, e non mi costa nulla lasciarmi scivolare un po', allentarmi in qualche nuova frase già scritta, già pensata, sempre nello stesso posto, sempre alla stessa ora circa.

La verità  - iniziare così le frasi è deleterio - è che potrei essere felice.
Non tutti i giorni forse, non propriamente adesso, ma potrei.
Forse mi manca un [you love me once in April] , ma siamo a Luglio come ho detto, ci pensiamo l'anno prossimo a queste cose sentimentali, usiamo un futuro così sembrerà che io stia solo prendendo tempo. 

Fra una settimana avrò la possibilità di parlare di me(ancora) usando tanti aggettivi, non so cosa aspettarmi né prevedo una qualche reazione, perché in realtà mi conosco male, davvero ce la sto mettendo tutta per scordarmi di questa cosa, fingendo di non sorprendermi delle cose che penso, dico e faccio.
Certo l'egocentrismo c'è, anche la grammatica me lo conferma, ma alla fine mi serve qualcosa intorno alla quale ruotare , e preferisco di gran lunga me che altro, perché sono oltremodo (ingenuamente) presuntuosa, ancora ignoro cosa voglia dire rendersi conto della reale propria impotenza, reggere tutta la baracca, e forse non mi stupisce che alcuni arrivino a preferire qualcun altro là al centro, idealizzato, bello e inattaccabile.
Vado a vivere da sola, devo in qualche modo tenere un baricentro, devo in qualche modo tenermi entro un dato centro, sbordare come il tè sulla moquette color vomito mi ha stancata.





Friday, 9 March 2012

Siehe, ich lebe. Woraus? Weder Kindheit noch Zukunft
werden weniger …Überzähliges Dasein
entspringt mir im Herzen


Vedi, io vivo. Di che? Nè infanzia nè futuro 
decrescono...Un di più di esistenza 
mi sgorga nel cuore. 

Wednesday, 7 March 2012

Elegia IV


Oh alberi di vita, quando il vostro inverno?
Noi non siamo concordi.  Non siamo come gli uccelli
da passo in armonia. Superati, tardi,
ci opponiamo d ‘improvviso ai venti
cadendo così in un lago d’indifferenza.
Conosciamo insieme il fiorire e l’inaridire.
Ma in qualche luogo leoni incedono ancora
e non sanno finchè loro dura maestà d’impotenza. 


Noi però, dove intendiamo un intero, del tutto,
si avverte già il dispendio dell'altro. Ostilità
è a noi la più vicina. Non giungono sempre gli amanti
ai confini l'uno nell'altro, mentre 
si eran ripromessi pianure, caccia e patria.
Per il disegno di un istante, là 

si prepara un fondo contrario, a fatica, 
perchè noi lo vediamo; si è molto chiari, infatti, 
con noi. Non conosciamo il contorno
del sentire; soltanto ciò che da fuori lo forma.
Chi non sedeva pauroso davanti al sipario

del suo cuore? Si aprì : lo scenario era addio. 
[...]


E voi, non ho ragione, 
voi che mi amaste per piccolo inizio
di amore per voi, che sempre ho smarrito,
perchè l'aura nel vostro viso, a me, quando l'amai, 
si trasformava in spazio aperto, in cui voi
non eravate più...: se ho l'animo di attendere
davanti al teatrino, no, di scrutare così a fondo che, 
per bilanciare alla fine il mio sguardo, là, come attore,
deve essere un angelo, a tirar su i manichini.
Angelo e marionetta: poi finalmente è spettacolo.

[...]



Certo, noi crescevamo, talvolta spingendo
per divenire presto adulti, in parte per amore di quelli
che altro più non avevano che d'essere grandi.
E tuttavia nel nostro andare da soli

ci divertivamo di ciò che dura, e là
eravamo nello spazio tra giocattolo e mondo
in un luogo previsto dall'inizio per un puro procedere. 




Tuesday, 6 March 2012



salgo a rubare il sole 
per non aver più notti, 
perché non cada in reti di tramonto, 
l'ho chiuso nei miei occhi, 
e chi avrà freddo 
lungo il mio sguardo si dovrà scaldare

Tuesday, 28 February 2012


senza atti d'amore
senza calma di vento