Thursday, 29 December 2011

Due poesie

Seguo questo corso di sabbia che scorre
tra i ciottoli e la duna
la pioggia d'estate piove sulla mia vita
su me la vita che mi sfugge mi insegue
e finirà il giorno del suo inizio

caro istante ti vedo
in questa tenda di bruma che indietreggia
dove non dovrò più calpestare quelle lunghe soglie mobili
 e vivrò il tempo di una porta
che si apre e si richiude


de tagte es

redimi gli addii surrogati
il foglio fluente nella tua mano
che altro non hanno per la terra
e il vetro terso sopra i tuoi occhi

Tystnaden







Parole di una lingua straniera : Anima.

Wednesday, 28 December 2011

Questa è la storia di un maglione appestatore

Non c'è cosa più bella ( classica frase priva di verità) di una doccia calda seguita da un caffè e una sigaretta, se i capelli si asciugassero da soli potrei anche infilarmi nuovamente nel letto in preda a ghiriche idee sul mio immediato futuro.
In realtà c'è freddo e il caffè fa schifo ed ho appena scoperto o meglio ho confermato una mia supposizione circa un maglione.
Puzza, e come puzza.
Non puzza come puzzano le cose sporche, perché l'ho pure lavato, questo maglione porta con sé la puzza, la trattiene senza fartela sentire e poi, dopo che l'hai tolto e ti sei fatta una doccia, continui a puzzare.
Ti cede la sua puzza in  maniera quasi permanente. 
Credevo fossi io e invece era un maglione.
Potrebbe essere una scusa parlare di un maglione evoluto a livello di trasmissione di molecole di cattivo odore, ma è la verità.
Ho indagato e ho scoperto che è un maglione generazionale. 
Ecco la spiegazione.

E Ceronetti mi sta guardando e disapprova, lui preferisce dedicarsi a dissertazioni molto più colte.

Nessuno è perso, nell'infinito.
Terribile è perdersi, sentire di essere persi, nel finito. 

Ora parla di Prepuzio cosmico, devo andare a leggere.

Sunday, 18 December 2011

MEIO-DIA

Meio-dia. Um canto da praia sem ninguém.
O sol no alto, fundo, enorme, aberto,
Tornou o céu de todo o deus deserto.
A luz cai implacável como um castigo.
Não há fantasmas nem almas,
E o mar imenso solitário e antigo
Parece bater palmas.




Mezzogiorno. Un angolo di spiaggia senza nessuno.
In alto il sole, profondo, enorme, aperto,
Ha reso il cielo di ogni dio deserto.
La luce cade implacabile come un castigo.
Non ci sono fantasmi né anime,
E il mare immenso solitario e antico
Sembra che applauda.


Saturday, 17 December 2011

Ogni legame è sofferenza e causa di sofferenza. Finché non ci si emancipa dagli esseri, si vive nella pura vulnerabilità.

Che cosa succederebbe se il volto umano esprimesse fedelmente tutta la sofferenza di dentro, se l'espressione traducesse tutto il tormento interiore? Riusciremmo ancora a conversare? Non dovremmo parlare nascondendoci il volto con le mani? La vita diventerebbe decisamente impossibile se i nostri tratti palesassero l'intensità dei nostri sentimenti. Nessuno avrebbe più il coraggio di guardarsi allo specchio, perché un'immagine insieme grottesca e tragica mescolerebbe ai contorni della fisionomia macchie di sangue, piaghe sempre aperte e rivoli di lacrime irrefrenabili.

Friday, 16 December 2011

E mi ritrovo nuovamente qua con uno sbadiglio impigliato tra due parole; congiungerle è possibile solo dopo una dovuta pausa.
Da un lato Cioran dall'altro "Il mestiere di vivere"  e delle linee grigio scuro su della carta, storie di altri che arrivano a me che sono sempre qua, tra una moquette che si sfalda e una voragine di carta da parati.
In fondo penso e sempre  e solo a me, perchè continuamente con me starò e se della vita devo parlare, giusto per tirar tardi , non riesco a dir poi molto, perchè per esprimere la vita, non solo bisogna rinunciare a molte cose, ma avere il coraggio di tacere questa rinuncia.
E
ci guardiamo tutti, scrutiamo lasciamo passare, senza una reale consapevolezza, cerchiamo lo sguardo di qualcuno e perdiamo tutto.
Perdiamo ogni giorno e rimango disarmata per tutto quello che sfugge, che si nasconde nell'incrocio di una spalliera, dietro il profilo di un gomito altrui, vedo tanti occhi, tante mani e continuo a perdere tutto.
Si , è vero, sempre di me stiamo parlando, un po' di una menzogna, un po' di una catasta di casse da frutta.
l'arte di vivere è l'arte di saper credere alle menzogne. Il tremendo è che, non sapendo qui sit veritas, sappiamo però che cos'è la menzogna.

Thursday, 15 December 2011

Il mistero degli occhi e dello sguardo

del soggetto e dell'oggetto, trasparente

sull'orrore che sta oltre se stesso; il muto
sentimento di ignorare se stessi,
e la tormentata commozione che nasce
dall'avvertire la follia del vuoto;
l'orrore di, un'esistenza incompresa
quando da' tale orrore si giunge all'anima
rende ogni dolore umano un'illusione.

Non leggo. Per ore interminabili,
a tutto estraneo, se non a una dolorosa
coscienza vuota di me stesso,
come un freddo in una notte intensa,
davanti al libro aperto io vivo e muoio...







Friday, 9 December 2011

Rimedio

Che vita è questa? 
Che vita è stata?
Mai più saggezza, ma più.
Se c'è un rimedio, io corro da te

senza una mano che mi sfiori 



io corro da te. 

Thursday, 8 December 2011

Mi è ritornata voglia di Jazz



C'è il termosifone che gorgheggia in preda all'euforia di esser nuovamente utile dopo tanti inverni di silente presenza, eccolo là che guarda con il suo monocolo, sembra particolarmente simpatico oggi.
In questo diffuso tepore stavo riascoltando Sidney Bechet e maledicendomi per avere così tanta confusione in testa, la parola sistematico non mi è mai piaciuta e me ne rendo conto, ma ci deve essere un modo per riuscire a ricollegarsi con se stessi nei mesi, con il mio telencefalo.

Monday, 5 December 2011

E quando è notte, sempre, una tribù di parole mutilate cerca asilo nella mia gola

La noche
Poco sé de la noche

pero la noche parece saber de mí,
y mas aún, me asiste como si me quisiera,
me cubre la conciencia con sus estrellas.
Tal vez la noche sea la vida y el sol la muerte. 
Tal vez la noche es nada
y las conjeturas sobre ella nada
y los seres que la viven nada.
Tal vez las palabras sean lo único que existe
en el enorme vacío de los siglos
que nos arañan el alma con sus recuerdos.

Pero la noche ha de conocer la miseria

que bebe de nuestra sangre y de nuestras ideas.
Ella ha de arrojar odio a nuestras miradas
sabiéndolas llenas de intereses, de desencuentros.

Pero sucede que oigo a la noche llorar en mis huesos.

Su lágrima immensa delira
y grita que algo se fue para siempre.

Alguna vez volveremos a ser.
La notte
So poco della notte

ma la notte sembra sapere di me,
e in più, mi cura come se mi amasse,
mi copre la coscienza con le sue stelle.
Forse la notte è la vita e il sole la morte.
Forse la notte è niente
e le congetture sopra di lei niente
e gli esseri che la vivono niente.
Forse le parole sono l’unica cosa che esiste
nell’enorme vuoto dei secoli
che ci graffiano l’anima con i loro ricordi.

Ma la notte deve conoscere la miseria

che beve dal nostro sangue e dalle nostre idee.
Deve scaraventare odio sui nostri sguardi
sapendoli pieni di interessi, di non incontri.

Ma accade che ascolto la notte piangere nelle mie ossa.

La sua lacrima immensa delira
e grida che qualcosa se n’è andato per sempre.

Un giorno torneremo ad essere.
aguardadora insomne
tiembla sobre la página blanca
arroja sal a los ojos del asesino
y es un mundo blanco y sin ti



colei che aspetta insonne
trema sulla pagina bianca
lancia sale agli occhi dell’assassino
ed è un mondo bianco e senza te