E mi ritrovo nuovamente qua con uno sbadiglio impigliato tra due parole; congiungerle è possibile solo dopo una dovuta pausa.
Da un lato Cioran dall'altro "Il mestiere di vivere" e delle linee grigio scuro su della carta, storie di altri che arrivano a me che sono sempre qua, tra una moquette che si sfalda e una voragine di carta da parati.
In fondo penso e sempre e solo a me, perchè continuamente con me starò e se della vita devo parlare, giusto per tirar tardi , non riesco a dir poi molto, perchè per esprimere la vita, non solo bisogna rinunciare a molte cose, ma avere il coraggio di tacere questa rinuncia.
E ci guardiamo tutti, scrutiamo lasciamo passare, senza una reale consapevolezza, cerchiamo lo sguardo di qualcuno e perdiamo tutto.
Perdiamo ogni giorno e rimango disarmata per tutto quello che sfugge, che si nasconde nell'incrocio di una spalliera, dietro il profilo di un gomito altrui, vedo tanti occhi, tante mani e continuo a perdere tutto.
Si , è vero, sempre di me stiamo parlando, un po' di una menzogna, un po' di una catasta di casse da frutta.
l'arte di vivere è l'arte di saper credere alle menzogne. Il tremendo è che, non sapendo qui sit veritas, sappiamo però che cos'è la menzogna.
No comments:
Post a Comment