Saturday, 29 October 2011

Je Veux d'l'amour, d'la joie, de la bonne humeur



Chi mi dirà sin dove
giunga la vita mia?
Chi mi dirà se anch'io vibro e stormisco
per entro l'uragano;
O se, flutto, mi adagio in fondo al lago;
se non sono anch'io
la pallida betulla che si sbianca,
rabbrividendo ai soffi dell'aprile?
 

Friday, 28 October 2011

«Ho dimenticato le parole per dirtelo. Le sapevo e le ho dimenticate, e ora ti parlo nell’oblio di quelle parole. Contrariamente a tutte le apparenze non sono una donna che si abbandona corpo e anima all’amore di un solo essere, fosse pure colui che le è più caro al mondo. Sono una persona infedele. Vorrei tanto ricordare le parole che avevo messo da parte per dirti questo. Ma ecco che qualcuna mitorna in mente. Volevo dirti quello che penso, e cioè che bisogna sempre conservare per se stessi, ecco che ritrovo le parole, un posto, una sorta di luogo personale, sì, per esservi soli e per amare. Per amare non si sa cosa, né chi, né come, né per quanto tempo. Per amare, ecco che all’improvviso tutte le parole mi ritornano in mente… per conservare dentro di sé lo spazio di un’attesa, non si sa mai, l’attesa di un amore, di un amore forse ancora senza oggetto, ma di questo e solo di questo, dell’amore. Volevo dirti che eri questa attesa. Sei diventato, tu solo, l’aspetto esteriore della mia vita, quello che io non vedo mai, e resterai così, in questo stato di sconosciuto da me quale sei diventato, fino alla mia morte. Non rispondermi mai. Non conservare alcuna speranza di vedermi, te ne prego. Emily L.» (Marguerite Duras, Emily L.)


Tuesday, 25 October 2011

Nelle mani è finito, zia Tea.
Questa frase riassume tutto.
Non c'è più niente di cartaceo, di reale, le foto di una volta, le cose di una volta.
Nelle mani è finito.
E io che c'entro? Niente.
Io sono quella che è cresciuta senza niente nelle mani.

Di casa in casa

Altra lite, altra valigia, altra casa.
E poi d'accapo.

Voglio dipingere le porte di azzurro, le pareti di verde, i tavoli di giallo.
Voglio una vita mia, con la mia cucina, la mia stanza, il mio spazio, la mia voce, le mie urla, il mio divano.

Altra casa, vecchia casa, vecchia storia.
Altra giornata, passo indietro.

Sunday, 23 October 2011

The Love Song II

E il pomeriggio, la sera, dorme quieto così
Lisciato da lunghe dita,
Addormentato... stanco...o malato immaginario ,
Sdraiato sul pavimento, qui accanto a te e a me.
Dovrei, dopo il tè, i gelati e i dolci
Aver la forza di spingere l'attimo alla sua crisi?
Ma sebbene abbia digiunato e pianto, pregato e pianto,
Sebbene abbia visto la mia testa divenuta calva
Portata su un vassoio,
lo non sono un profeta - e questo non mi importa;
Ho veduto  il momento della mia grandezza vacillare,
Ho veduto l'eterno valletto tenermi soprabito e ghignare,
E in breve, ne ero spaventato.

Ne sarebbe valsa la pena, dopo tutto,
Dopo le tazze e la marmellata e il tè,
fra la porcellana fra qualche chiacchiera
tua e mia,  sarebbe valsa la pena
Di farla finita con un sorriso,
Di comprimere  l'universo in una palla
E di farlo rotolare verso una domanda opprimente,
Di dire: « lo sono Lazzaro, venuto dai defunti,
Tornato a  dirti tutto, e dirò tutto » -
Se uno, su uno accomodando un guanciale presso il capo,
Dicesse: « Questo non è  quello che intendevo,
No, non così. »
E ne sarebbe valsa la pena, dopo tutto,
Ne sarebbe valsa la pena,
Dopo i tramonti e i cortili e le strade spruzzate ,
Dopo i romanzi,  le tazze da tè,  le sottane che frusciarono sul pavimento
E questo, e molto più? -
E' impossibile dire ciò che intendo!
Ma come se una lanterna magica proiettasse in disegni i nervi su uno schermo:
Sarebbe valsa la pena
Se uno, aggiustando un guanciale o levandole uno scialle di dosso ,
Volgendosi verso la finestra, dicesse:
« No, non così,
Questo non è quello che intendevo »

. . . . . . . . . . .

No! Non sono il Principe Amleto, né destinato ad esserlo;
Sono un cortigiano del seguito , uno che servirà
per ingrossare un corteo, avviare una scena o due,
Consigliare il principe; senza dubbio un docile strumento,
Ossequiente,contento di esser utile,
Prudente, cauto, meticoloso;
Pieno di solenni sentenze, ma un po' ottuso;
Quasi ridicolo -
A volte,veramente, quasi buffone.
Qualche volta.

Divento vecchio... divento vecchio...
Porterò i calzoni arrotolati in fondo.

Dividerò i miei capelli sulla nuca? E a mangiare una pesca, avrò coraggio?
Porterò calzoni di flanella bianca, e a spasso me ne andrò per la marina.
Ho sentito cantare le sirene l'una all'altra.

Io non credo che canteranno per me.

Le ho viste cavalcare l'onde verso il largo
Pettinando la bianca chioma di flutti gonfia :
Quando il vento gonfia l'acqua bianca e nera.

Nelle alcove del mare abbiamo languito
Vicino alle sirene coronate d'alghe rosse e brune
Le voci umane ci destano, e anneghiamo.

Monday, 17 October 2011


le loro braccia profili di rami,
nei gesti immobili d'un altra vita,
foglie le mani, spine le dita. 

Thursday, 13 October 2011

Or poserai per sempre, stanco mio cor.



Come solinga è fatta
La mente mia d’allora
15Che tu quivi prendesti a far dimora!
Ratto d’intorno intorno al par del lampo
Gli altri pensieri miei
Tutti si dileguàr. Siccome torre
In solitario campo,
20Tu stai solo, gigante, in mezzo a lei.


Non mi resta che dedicarmi interamente ai libri.

Wednesday, 12 October 2011

Le idee fisse sono come crampi...


Cammino, costeggio paesaggi e facce, aggiro lampioni e scavalco portoni, sto cercando di andarmene con un macigno nelle tasche della giacca, cammino silenziosamente come Sisifo, ma sembra che non riesca a procedere, indietreggio e mi volto indietro, cercando un modo per uscirne, ma la realtà è come questo masso da portarmi dietro, spingendolo avanti, ogni giorno uguale all'altro.
"Se tratteniamo i massi nella nostra testa, la vita sembra un macigno. Altrimenti, la vita è semplicemente qualunque cosa stiamo facendo. Il modo per essere appagati della vita così com'è, dello spingere il masso ogni giorno, sta nel diventare l'esperienza dello spingere"

Dall'angoscia alla disperazione, ai limiti di una sottile ossessione dolorosa che mi impedisce anche di vedere una semplice immagine dell'oggetto desiderato.

Le idee fisse sono come crampi, il rimedio è camminarci su. [S. Kierkegaard]

Sunday, 9 October 2011

Se hai uno zio che si rivolge a te citando massime di Marco Aurelio c'è la possibilità che tu venga fuori un po' introverso.

Saturday, 8 October 2011

The Love Song


Allora andiamo, tu ed io, 
Quando la sera è tesa contro il cielo 
Come su un tavolo un paziente in preda alla narcosi;
Andiamo per certe semideserte strade
Ritrovi mormoranti 
Di chi passa notti agitate in alberghi da poco 
E restaurants sparsi di segatura e gusci d’ostrica;
Strade si susseguono come un tedioso argomento
D’ingannevole intento
E c’inducono ad una domanda opprimente…
Oh, non chiedete: "Cos’è?"
Andiamo a far la nostra visita.

Nella stanza le donne vanno e vengono
Parlando di Michelangelo.                                                                

                                                               
La nebbia gialla che strofina il dorso sui vetri della finestra
il fumo, giallo che strofina il muso sui vetri della finestra
ha lambito con la lingua gli angoli della sera
ha esitato sulle pozze stagnanti dei gorelli 
s'è lasciato cadere sul dorso la fuliggine caduta dai camini 
è scivolato dalla terrazza, ha fatto un salto improvviso
e vedendo che era una tenera sera d'ottobre 
s'è inanellato intorno alla casa e s'è assopito. 

Invero ci sarà tempo 
per il fumo giallo che scivola lungo la strada
strofinando la sua schiena contro i vetri
ci sarà tempo, ci sarà tempo
Per preparare una faccia per incontrare le facce che incontri 

Ci sarà tempo per uccidere e creare
E tempo per tutte le opere e i giorni delle mani
Che sollevano e lasciano cadere una domanda sul tuo piatto 
Tempo per me e tempo per te 
E tempo anche per cento indecisioni 
e per cento visioni e revisioni 
prima di prendere un crostino e tè 

E infatti ci sarà tempo 
di chiedersi "Avrò il coraggio?" e "avrò il coraggio?" 
tempo di tornare indietro e scendere la scala 
con una piazza in mezzo ai miei capelli
(Diranno - Come ti si diradano i capelli) 
il mio abito da mattina il colletto che saldo sale al mento 
la cravatta di buon gusto ma fatta valere da un semplice spillo 
(Diranno - Come son magre le sue braccia e le sue gambe)
Avrò il coraggio 
di turbare l'universo?
In un attimo c'è tempo 
per decisioni e revisioni che un attimo rovescerà 
Perchè già tutte ormai le ho conosciute, tutte le ho conosciute
Ho conosciute le sere, le mattine, i pomeriggi
Ho misurato la mia vita con cucchiai da caffè
Conosco le voci languenti con una cadenza languente 
sotto la musica che proviene da una stanza più lontana 
Così, che dovrei credere?
E ho già conosciuto gli occhi, tutti li ho conosciuti 
Gli occhi che ti fissano in una frase formulata 
E quando sono formulato, dibattendomi su uno spillo
Quando sono appuntato e mi contorco su un muro 
Allora come potrei cominciare
 a sputare tutte le cicche dei miei giorni e delle mie abitudini 
Perchè dovrei credere?
E ho conosciuto già tutte le braccia, le ho conosciute tutte
braccia adorne di braccialetti e bianche e nude
ma la luce delle lampade coperte di lanugine castane 
E' il profumo che viene da un vestito 
che mi fa divagare a questo modo?
Braccia appoggiate lungo un tavolo avvolte in uno scialle
E allora che dovrei credere?
Come dovrei cominciare? 

Dirò, all'imbrunire ho vagato per le strade strette
e ho guardato il fumo che sale dalla pipe 
di uomini soli e scamiciati ai davanzali ? 

Avrei dovuto essere due ruvide branche 
in corsa sul fondo di mari silenziosi



Scottex, bradipi e rane

Mi chiedevo, guardando il rotolo di scottex della cucina, chi è il genio che si occupa dei disegni che decorano questo utile e sicuramente poco ornamentale rotolo.
Quale mente pensa le frasi, disegna orribili elefantini o verdure e vegetali, qualche volta credo anche orsetti, chi è l'artista.
In primis, come quando ci si interroga su chi ha pensato di creare i post it, bisogna partire dalle origini, ovvero dalla radice prima che è americana.

 Ballou & Scott fondata nel 1865 da Thomas Seymour Scott e Otis H. Ballou, poi divenuta Scott Paper Co. Limited, e da una Kimberly, Clark and Co., fondata nel 1872 nel Wisconsin da John A. Kimberly, Havilah Babcock, Charles B. Clark e Frank C. Shattuck, con un capitale iniziale di 30.000 dollari.
Negli anni entrambe le società conobbero una forte espansione, con importanti acquisizioni negli Stati Uniti ed all'estero, ed il contemporaneo sviluppo di prodotti diversi, caratterizzati da marchi che diverranno col tempo conosciuti a livello mondiale, quali Kleenex e Scottex.
La struttura attuale nasce negli anni novanta, quando la Kimberly-Clark incorpora la Scott. ( sede a Dallas, Texas). 

Ovviamente ad ampliare le informazioni ci pensa Nonciclopedia, il che mi dà la conferma che qualcun altro nel mondo si è posto il mio stesso dilemma.

http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Sir_John_Hendriu_Scottex  



In realtà queste nozioni di cultura sub-generale non credo abbiano una grande rilevanza, così come non serve sapere che il bradipo ha la peculiarità dell'indolenza e che alla sua massima forma fisica e volontà riesce a percorrere 5 metri in un'ora. E, giusto per aggiungerne un'altra,  che la rana dorata, detta Phyllobates terribilis, originaria della Colombia,   grande quanto mezzo pollice, per l'esattezza 2,5 cm, è l'animale più velenoso del mondo, ha abbastanza veleno da uccidere dieci persone adulte.
Ergo, se voglio far fuori qualcuno, mi basta strisciare una bic sulla sua schiena e poi porgerla al diretto interessato, tanto prima o poi se la metterà in bocca o avrà certamente una feritina nella mano. 

( come faceva il popolo indigeno Emberà, però con i dardi per la cerbottana) 






.

Tuesday, 4 October 2011

I don't care if I'm here tomorrow



I used to think that the day would never come
That my life would depend on the morning sun


Io sono innamorata. 

Sunday, 2 October 2011

Sto riempendo l'aria, una sincope melliflua

Potessi almeno costringere
in questo mio ritmo stento
qualche poco del tuo vaneggiamento;
dato mi fosse accordare
alle tue voci il mio balbo parlare: 
io che sognava rapirti
le salmastre parole
in cui natura ed arte si confondono,
per gridar meglio la mia malinconia
di fanciullo invecchiato che non doveva pensare.
Ed invece non ho che le lettere fruste
dei dizionari, e l’oscura
voce che amore detta s’affioca,
si fa lamentosa letteratura.
Non ho che queste parole
che come donne pubblicate
s’offrono a chi le richiede;
non ho che queste frasi stancate
che potranno rubarmi anche domani
gli studenti canaglie in versi veri.
Ed il tuo rombo cresce, e si dilata
azzurra l’ombra nuova.
M’abbandonano a prova i miei pensieri.
Sensi non ho; né senso. Non ho limite.

Hong Kong Cafe

E Sto diventando cronica in tutto.
Apri un occhio e sono le 7.47, lo sono da cinque giorni, una beffa elettronica di colore giallo sul comodino mi conferma che sono entrata in una fase sconosciuta.
Il mio cervello rimbalza tra le tempie, cerca pietà in un caffè e latte che non ha più nulla da dirgli e si comprime  in una cuffia blu.
Il mio accappatoio verde è troppo grande per me, la mia faccia troppo stanca, i miei occhi troppi spenti, se mi cade una monetina per terra mi chino per raccoglierla, ma dopo tendo a pietrificarmi, rimanendo accovacciata  con il sole sulla schiena, per non pensare accanto ad un prato.
E poi torno a casa, con le mie espressioni che cambiano ad ogni semaforo, se mi fermo divento cronica, se ci penso mi involvo, se ti vedo mi blocco e sorrido, se crollo nel mondo reale mi dispero, se mi illudo dimentico quale è la destra e quale la sinistra, e poi arrivo dove dovevo arrivare, apro una porta e vorrei soffocarmi tra le lenzuola, però non lo faccio, non lo faccio perchè domani andrà meglio, domani mi sveglierò alle 7.47 e andrà meglio.
So solo che non riesco più a capire se c'è una gran differenza tra oggi e domani.

It only hurts whe you're far from me 
it only hurts when you are gone 







I'm such a sub-standard human being 
I'd never make it alone

I want to let you know 
that you're my everything
if life is like the night
that you're my dawn
my morning in July
my favorite melody on an empty beach 
my winter by the fire
my midnight sun