Apri un occhio e sono le 7.47, lo sono da cinque giorni, una beffa elettronica di colore giallo sul comodino mi conferma che sono entrata in una fase sconosciuta.
Il mio cervello rimbalza tra le tempie, cerca pietà in un caffè e latte che non ha più nulla da dirgli e si comprime in una cuffia blu.
Il mio accappatoio verde è troppo grande per me, la mia faccia troppo stanca, i miei occhi troppi spenti, se mi cade una monetina per terra mi chino per raccoglierla, ma dopo tendo a pietrificarmi, rimanendo accovacciata con il sole sulla schiena, per non pensare accanto ad un prato.
E poi torno a casa, con le mie espressioni che cambiano ad ogni semaforo, se mi fermo divento cronica, se ci penso mi involvo, se ti vedo mi blocco e sorrido, se crollo nel mondo reale mi dispero, se mi illudo dimentico quale è la destra e quale la sinistra, e poi arrivo dove dovevo arrivare, apro una porta e vorrei soffocarmi tra le lenzuola, però non lo faccio, non lo faccio perchè domani andrà meglio, domani mi sveglierò alle 7.47 e andrà meglio.
So solo che non riesco più a capire se c'è una gran differenza tra oggi e domani.
It only hurts whe you're far from me
it only hurts when you are gone
I'm such a sub-standard human being
I'd never make it alone
I want to let you know
that you're my everything
if life is like the night
that you're my dawn
my morning in July
my favorite melody on an empty beach
my winter by the fire
my midnight sun
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