L'equilibrio non ho mai saputo cosa fosse, ne parlo, non lo conosco, è un nome, una parola vuota.
E' un tendere, un continuare, alimentato dalla curiosità di scoprire un po' più di se stessi e degli altri, e fa male, tutto fa un po' male.
Alcune volte mi illudo di avere trovato qualcosa, altre mi rendo conto di quanto io sia mancante, troppe parti di me stridono, sono incompleta, o forse sono ancora più lontana dalla possibilità di dire di esserlo, non ne ho che una vaghissima cognizione.
Non sono ; ma anche questa è un'affermazione che richiede una vita e io continuo a precorrere i tempi, pensando di poter trovare qualche parola per mettere le cose in chiaro, ricercando un ordine che non c'è.
Certe cose mi destabilizzano, come una pacca sulla spalla quando il tuo baricentro è già spostato.
Certe cose fanno un po' male, e provo una rabbia inspiegabile, un impulso alla lotta, un desiderio intenso che non mi lascia dormire.
Certe cose sono scosse che mi rimettono in piedi quando mi adagio troppo, e ora quello che rimane è un po' di rabbia e una profonda nostalgia.
Non a caso Nina era il suo primo amore.
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