Un giorno, Socrate trova qualcosa sulla spiaggia che ha una bella forma: forse una conchiglia, forse un osso consumato dal mare: questo "frutto di un tempo infinito” Socrate lo ammira "senza aspettare risposta”. Il riconoscimento del bello è sempre il conferimento di un “un attributo di indeterminatezza: dire che un oggetto è bello, significa dargli valore di enigma”
(Paul Valery).
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