Wednesday, 1 February 2012

E chi sono io, che dovrei amare Così saggiamente e così bene.

Virginia era una donna al contempo curiosa e indipendente; una curiosità spesso scambiata per affetto, e un'indipendenza spesso interpretata come svagato distacco. Essa dava quindi talora l'impressione di essere una parte di tutti, e pure di non appartenere ad alcuno.

"Mi chiedo perché continuo a scriverti aspettando la fine di una lettera per dirti quello che, sopraffatto dall'incapacità di sillabarlo, esiste in ogni mia giornata.
Fosse solo la mancanza quella che mi impedisce di allontanarti dalla mia testa, Vita. "



C'è nel contatto umano un limite fatale,
non lo varca nè amore nè passione,
pur se in muto spavento si fondono le labbra
e il cuore si dilacera d'amore.

Perfino l'amicizia vi è impotente,
e anni d'alta, fiammeggiante gioia,
quando libera è l'anima ed estranea
allo struggersi lento del piacere.

Chi cerca di raggiungerlo è folle,
se lo tocca soffre una sorda pena...
ora hai compreso perchè il mio cuore
non batte sotto la tua mano.
A.A.





No comments:

Post a Comment