Essere insoddisfatti che vuol dire?
Come si può spiegare, comunicare.
Non è facile dire tutto e può essere ancora più difficile dirlo in modo chiaro perchè in modo chiaro diventa evidente e quando lo tiri fuori, già con sforzo, speri sempre che passi un po' inosservato in una frase di sfuggita, coperto da un libro che cade, un bicchiere posato sul tavolino, la televisione accesa o i pensieri dell'altro che non ti ascolta.
Metterlo in corpo in maniera chiara, ordinata, precisa, significherebbe puntargli un riflettore addosso, un po' come un'evasione dal carcere con il grosso faro e tutte le sirene.
Dirsi insoddisfatti sarebbe dire che quello che si voleva non si è ottenuto, ma cosa si può volere?
Non riesco certe volte a capirlo.
Cosa si dovrebbe volere, cosa io dovrei.
Forse non è questo, è altro, non è la mancanza e basta il problema;è la presenza, quello che c'è, quello che mi costringe ad esserci.
E' il fatto di essere in un modo e vivere in un altro.
C'è una discrepanza troppo grande e certi giorni credo proprio di non farcela.
E sapere di essere in un modo e vivere in altro potrebbe forse significare che c'è, che esiste un modo in cui vorrei vivere, che c'è in realtà qualcosa che vorrei, che dovrei volere.
Ma non riesco a crederlo, non è qualcosa che risponde alla domanda come, se dovessi rispondere ad un come vorresti vivere, potrei solo rispondere negativamente,dicendo quello che non voglio.
Sento che c'è, in modo intangibile, perdona il controsenso interno, qualcos'altro, come se io, in potenza, avessi ben altro.
E non lo capisco, perciò mi ritrovo a essere quello che sono sempre con il dubbio di star tralasciando, di non avere individuato ed ho una continua sensazione che non riesco a cogliere e che mi condiziona perchè non trovo equilibrio, pende da un lato, pendo io sempre da un lato come una bilancia truccata.
E allora voglio viaggiare, andare, muovermi.
Poi ci penso e mi dico che non porta da nessuna parte, perchè si ritorna sempre , se non in luogo, se non in casa, in una sensazione, all'interno, si torna sempre in un sè, in ciò che si era lasciato un po' più indietro; almeno questo dicevo qualche tempo fa.
E' molto più difficile essere quello che si è in un contesto ostile ed è forse vigliacco pensare di nascondere una fuga con il nome di partenza.
Eppure sono stanca del mio modo di pensare, non voglio trovare l'equilibrio qua, non è una sfida con me stessa, non è un " vediamo se ci riesco", perchè qua non sento che ne valga la pena.
Una volta raggiunto l'equilibrio, con sforzo, probabilmente e spirito di abnegazione, anzi, non sono poi così convinta di quello che sto dicendo ora, è sbagliato, non corrisponde al vero.
Io non lo troverei comunque l'equilibrio, temo non sia del tutto possibile, ma volendo lasciarsi andare in una distante ipotesi, in questi luoghi, in queste strade, belle bellissime, con persone sorridenti, brutte, schifose anche se comunque affascinanti; io qua non voglio sforzarmi, perchè purtroppo anche le piccole bellezze sono strozzate, auto-compresse.
In realtà abbiamo fatto tutto da soli, ci siamo pure dimezzati i tempi e creati i dolori per cui lamentarci e le impossibilità per non poter far altro che desiderare da seduti e non credo proprio di voler sopportare tutto questo per una mia evoluzione personale. Vorrei essere nel dinamismo, muovermi nel mondo e non lottare sempre sullo stesso fronte, ampliarmi, non restringermi come uno stitico sempre focalizzato sulla sua stessa ossessione.
Pensare che ora è tardi, perchè domani, perchè dopodomani, perchè altrimenti ti stanchi e ti vengono i solchi sotto gli occhi, perchè fa poco bene alla salute e ci si deve volere bene, si dovrebbe provare a volersene un po', pensare e pensare sempre, non è semplicemente doloroso, è anche un mio irrigidimento, un oppormi anche a me stessa, al mio corpo che si stanca, che non mi risponde, che si ribella, è una lotta senza sosta, anche mentre si dorme si fatica, si suda; pensare questo e alzarsi, spegnere le luci perchè non ci si aspettava di arrivare da qualche parte, questa non era una conversazione notturna che avrebbe portato a nuove consapevolezze o conclusioni - da che parte dovrei andare io ?
Ore 02.24 - conversazione virtuale che forse vale la pena di salvare dal buco nero del web.
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